Abitudini di vita ed ipertrofia prostatica

Tra i luoghi comuni, purtroppo alimentati da opinioni provenienti, non di rado, da noi specialisti, ci sono suggerimenti che si tramandano da decenni ma che non sono validati scientificamente.
Va premesso che non tutte le condizioni che possono contribuire ad un aumento volumetrico della ghiandola prostatica, è detto siano automaticamente causa di un incremento dei disturbi soggettivi in quanto, le due situazioni non progrediscono necessariamente in modo parallelo.
Nonostante ci si basi su dati osservazionali che hanno una attendibilità diversa da studi disegnati ad hoc, sembra che l’obesità ed il diabete, così come l’eccessivo consumo di carni rosse e di grassi siano correlati con l’aumento del volume della prostata e, non di rado anche dei disturbi tipici quali aumento della frequenza minzionale sia diurna che notturna, riduzione del vigore del mitto, difficoltà a trattenere lo stimolo di vuotare la vescica ecc..
Quello che mi lascia letteralmente di stucco è la perentorietà con la quale vengono forniti alcuni suggerimenti tra i quali la raccomandazione di evitare la assunzione di alcool o di cibi piccanti. Premesso che l’uso moderato di alcoolici, così come l’esercizio fisico, riducono il rischio di una progressione della dell’ipertrofia prostatica, in analogia ad alimenti vegetali, non si capisce perché la birra, ad esempio venga bandita come fosse un veleno.
Basta un poco di buon senso per comprendere che, se le cose stessero in questo modo, in Germania piuttosto che in Inghilterra, “metà degli adulti sarebbe portatori di catetere” e, per analogia, a causa dell’uso disinvolto di sostanze piccanti, una situazione analoga occorrerebbe in India piuttosto che in Calabria.
Un modo di esprimersi meno dogmatico sarebbe più corretto oltre che rispettoso della dignità dei pazienti. Personalmente sono abituato ad avvisare i soggetti portatori di una ipertrofia prostatica di contenere la assunzione di liquidi in generale ma, in particolare, prima di coricarsi o di mettersi in viaggio e di evitare l’eccessivo uso di the e caffè per i noti effetti diuretici indotti dalle suddette bevande. Per il resto, a parte le premesse su obesità, diabete e l’eccessivo uso di grassi e carni rosse, raccomando ai pazienti di verificare l’effetto che esercitano su di loro alcuni cibi che ipoteticamente, ma non sicuramente, potrebbero essere causa di un incremento dei disturbi associati all’ipertrofia prostatica.
Ciò eviterebbe, a mio avviso, del gratuito terrorismo psicologico che di certo non giova alla tranquillità che dovremmo trasmettere, laddove possibile, ai nostri assistiti.