Ci voleva proprio una Delibera di Giunta Regionale per obbligarci al rispetto delle regole scientifiche in Medicina?

Quando, alcuni giorni orsono, i miei collaboratori mi hanno fatto leggere “la lettera aperta a tutti i cittadini sui biomarcatori tumorali e la prevenzione inappropriata”, inviata dalla ASL di Milano a tutti i Medici di Medicina Generale, sono rimasto incredulo ed ammutolito.
Ciò per il fatto che, a seguito della ormai datata pubblicazione su questo sito, del mio scritto sulla diagnosi precoce della neoplasia prostatica, ho ricevuto vari commenti, talora piuttosto risentiti, da parte di colleghi che non avevano gradito il taglio dell’articolo, attribuendo al sottoscritto un inopportuno tono polemico nei confronti di coloro che, continuavano a prescrivere il dosaggio del PSA, senza aver informato adeguatamente i pazienti dei limiti e delle problematiche che, questo orientamento clinico, avrebbe potuto comportare.
Premetto che non posso che dar ragione a molti MMG che più volte, in occasione di alcune riunioni informali, sottolineavano che non erano certo loro i responsabili di un certo atteggiamento in quanto i primi a prescrivere il PSA eravamo noi specialisti!
Come dar loro torto?
Spero che la situazione cambi, non tanto per ridurre i costi sanitari, come forse qualcuno sospetta, quanto per ricominciare a trattare con il dovuto rispetto i pazienti che sono vittime non solo dei disagi che spesso induce un valore anomalo del “marcatore”, ma soprattutto degli eccessi di diagnosi e delle terapie, che sono sotto gli occhi di tutti.
La situazione è così complessa da aver indotto Richard Ablin, lo scopritore della molecola, a scrivere, nel 2014, un libro dal titolo:” Il grande imbroglio della prostata. Come la medicina, manipolando il significato del test con PSA, ha causato un disastro della salute pubblica”
Sì, perché una malattia presente nel 60% delle prostate dei sessantenni ma che porta a morte il 3% degli uomini, deve essere studiata con particolare attenzione e valutata con grande prudenza in modo da evitare delle inutili terapie che ,come ben noto, sono tutt’altro che scevre da effetti collaterali.
Si doveva arrivare a tanto, nonostante i dati della letteratura avessero già ampiamente dimostrato i limiti di uno screening del genere…!?
Spero solo che la Delibera della Giunta Regionale Lombarda 3993 del 4-8-2015 imponga il rispetto dei dati della scienza, obbligando MMG e specialisti a proporre ai pazienti programmi diagnostico-terapeutici sostenuti dalla Medicina basata sulla evidenza scientifica e dal rispetto dovuto ad ogni singolo individuo.